Is fassois a Santa Giusta – Effezero team

Un’escursione fotografica di livello semplice,
nonchè un’occasione per conoscere queste antiche imbarcazioni costruite con fieno palustre, thifa o “fenu” che cresce sulle sponde dello stagno di Santa Giusta, con il quale si creano dei fascioni che vengono legati insieme per formare una struttura caratteristica, comune ad altre imbarcazioni simili presenti in Egitto e presso il lago Titicaca in Perù.

Io, Stefano Sassu ed Alessandro Cani ci siamo attrezzati di batterie e memory card e siamo andati a documentare la manifestazione nel mese di Agosto 2011. 20121112-000644.jpg

Ho montato il 24-105mm sulla Canon EOS 1Ds MarkII, alternandolo con il 17-40mm, per le foto inziali alle imbarcazioni sulla riva della laguna; il 70-200mm f/2.8 L IS II è stato inzialmente sulla Canon EOS 40D, ma poi invertivo le ottiche sui due corpi macchina, a seconda delle esigenze. Ho sperimentato anche l’uso del moltiplicatore Canon EF 2x II sul 70-200mm, con il quale la perdità di qualità è stata veramente ridotta (la cosa mi ha piacevolmente sorpreso, perchè mi consentirà di evitare, quando non è necessario, di portarmi appresso anche il 100-400mm).

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La manifestazione si è svolta tra le 10.30 e le 14.00 circa del 7 agosto 2011;
il luogo è facilmente accessibile (la laguna si trova all’ingresso di Santa Giusta, a poche decine di metri dalla strada), ed arrivando 30-40 minuti prima è possibile fotografare con calma i dettagli delle imbarcazioni, prima che vengano poste in acqua.

La manifestazione consiste fondamentalmente di due gare, che si svolgono a breve distanza dalla riva.

La prima gara viene effettuata con Is fassois dotati di remi, che si spostano in senso perpendicolare rispetto alla riva, allontanandosi di diverse decine di metri, e poi tornando indietro, e ripetendo il ciclo per 3-4 volte.
E’ possibile fotografarle in tre posizioni base: all’andata, al ritorno, e nel momento in cui svoltano di fronte a voi.

La seconda gara, che si svolge una mezz’ora dopo il termine della prima, viene fatta con un tipo di fassois leggermente diversi, privi dell’attacco per i remi; la pinta viene data da una pertica, costituita da 3-4 canne legate insieme per avere una sufficiente resistenza. Le barche vengono trasportate al luogo di partenza con un’altra imbarcazione, per evitare che assorbano troppa acqua e si appesantiscano, e vengono calate in acqua solo poco prima del via.
In questa fase le barche partono dal lato destro della laguna, in un punto nel quale l’acqua è abbastanza alta, ed il movimento della barca viene inizialmente dato dall’uso della pertica come un remo. Appena si raggiunge un punto dove l’acqua è più bassa, la pertica viene utilizzata come mezzo di spinta, infilandola sino al fondale. Le barche passano due volte di fronte alla spiaggia, e anche non disponendo di un tele potente, è possibile scattare facilmente delle foto in questo tratto.

Le imbarcazioni si spostano abbastanza lentamente, e non ci sono particolari difficoltà nell’inquadrare e mettere a fuoco.
La luce intensa della mattina e del mezzogiorno consente di usare ISO bassi (200-250 ISO), mentenendo un tempo di scatto sufficientemente rapido. Negli anni passati la manifestazione veniva effettuata al tramonto, e questo probabilmente permetteva di ottenere immagini più suggestive.

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Un grandangolo è utile per le prime fasi , sia per fotografare le imbarcazioni sulla riva, che per i momenti nei quali vengono messe in acqua o stanno rientrando.
Un tele (200-300mm sono sufficienti per riprendere Is fassois anche un pò da lontano), aiuterà a fare dei tagli più stretti per isolare il soggetto delle foto.

Uno dei problemi, dal punto di vista fotografico, è che di fronte alla riva, sul lato opposto della laguna, ci sono dei fabbricati industriali e dei tralicci, veramente brutti da vedere in foto.

E’ necessario giocare attentamente con le inquadrature per evitare di comprendere questi strutture nella scena, oppure, se ne avete la possibilità, usate degli obbiettivi molto luminosi a tutta apertura (f/2.8 o f/4), giocando sullo sfuocato per renderli poco visibili.

Spostandosi un pò durante le varie fasi è possibile cambiare l’inquadratura in modo tale da non avere foto troppo simili l’una all’altra.

Riguardando le foto è emersa una particolarità legata al colore dell’acqua della laguna, connessa anche alla posizione del sole: nelle foto fatte tra le 10.30 e le 12.30, di fronte ed a sinistra della riva, l’acqua ha una piacevole colorazione tendente all’azzurro, mentre durante la seconda gara, in particolare nelle foto fatte verso destra, assume un colore verdognolo. Questa differenza porta una discontinuità che risulta particolarmente evidente nel rivedere le foto in uno slideshow.20121112-001050.jpg

Per maggiori informazioni, ecco il sito di Sardegna Cultura:

http://www.sardegnacultura.it/j/v/258?s=23533&v=2&c=2772&t=1

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