Il fisheye Zenitar 16mm f/2.8

Il fisheye è un obbiettivo sicuramente diverso dal solito.

La classica distorsione esagerata comporta sicuramente problemi nel posizionamento degli elementi nello spazio dell’inquadratura, ed anche lo spostare l’inclinazione verso il basso o verso l’alto comporta un’accentuazione della distorsione.

Sfruttando però queste caratteristiche si può però provare a creare delle immagini interessanti e divertenti.

Canon EOS 5D MarkIII – Zenitar 16mm

Ho tentato di cercare su eBay qualche occasione, ma esistono pochi obbiettivi fisheye automatici per full frame , e la scelta è tutto sommato limitata al Canon EF 15mm f/2.8 e al Sigma 15mm f/2.8.

I costi sono però abbastanza elevati, e spendere oltre 500 euro per uno di questi non rientra al momento per me tra le spese prioritarie.

Dopo aver provato, grazie all’amico Pierpaolo Ciaccio Corona,

https://www.facebook.com/pierpaolo.c.corona?ref=ts&fref=ts

un 16mm Nikkor con anello adattatore per Canon (da utilizzare completamente in manuale), ho pensato di acquistare il fisheye più economico sul mercato: lo Zenitar 16mm f/2.8, completamente manuale, si trova su eBay tra il 150 ed i 170 euro, e le varie recensioni che ho trovato su Internet erano abbastanza positive, così ho deciso di ordinarlo.

L’obbiettivo Zenitar 16mm esiste in due versioni: con l’attacco a vite M42 ed un anello adattatore M42/Canon EOS , oppure direttamente con l’attacco EOS (io ho ordinato quest’ultimo; ho letto che alcune persone hanno avuto problemi con entrambe le versioni, con la Canon EOS 5D markII , sulla quale in alcuni casi lo specchio sbatte nella parte posteriore dello Zenitar, ma con questo esemplare sulla 5D MarkIII non ho avuto problemi).

Mi è arrivato dopo appena 8 giorni dall’ordine, l’ho montato sulla Canon EOS 5D MarkIII ed il mio soggiorno attraverso il mirino si è trasformato in una vasta sala con una enorme profondità.

Canon EOS 5D MarkIII – Zenitar 16mm

I 180° di campo inquadrato (in realtà mi sembrano leggermente meno), costringe a stare attenti a non inquadrare i propri piedi od i propri gomiti, ma l’effetto è sicuramente fantastico.

Ho letto su internet che alcuni Zenitar hanno problemi di regolazione sballata della scala di messa a fuoco (gli standard qualitativi russi nell’assemblaggio non sono sicuramente al top), per cui ero preparato ad un eventuale intervento di regolazione (se non dovesse mettere a fuoco all’infinito è necessario spostare la ghiera in gomma sul barilotto, mollare le 3 vitine sottostanti e far coincidere la messa a fuoco all’infinito con il simbolo sulla scala metrica).

Il mio Zenitar 16mm non aveva questo problema, ma vignettava pesantemente su due angoli; osservando il paraluce ho notato che era stato montato male, e sporgeva di quasi un millimetro su uno dei lati. Ho preso il più piccolo cacciavite da orologiaio che avevo, l’ho limato per ridurne le dimensioni a meno di 1mm, ho allentato le viti di fissaggio del paraluce (attenzione, serve un cacciavite di qualità, le viti sono bloccate dalla vernice, e sono dure da mollare), e l’ho sistemato nella giusta posizione. Nella foto si può vedere lo spazio tra il paraluce storto ed il barilotto, sotto la scritta “FISH-EYE” e una delle viti di fissaggio (il foro era un pò rovinato già all’arrivo), che ho dovuto svitare per poter spingere bene il paraluce per posizionarlo correttamente e recuperare lo spazio verso il barilotto.

A questo punto ho fatto alcune foto di prova, e sono rimasto piacevolmente colpito che già ad f/8 la qualità è già molto buona, anche ai bordi. Un obbiettivo del genere va usato sfruttandone la profondità di campo, per cui saranno molto poche le occasioni di utilizzarlo ai diaframmi più aperti.

Zenitar 16mm – f/16

C’è sicuramente un pò di aberrazione cromatica, ma è facilmente rimovibile con Lightroom 4 (la nitidezza non è elevata perchè la messa a fuoco è sulle abitazioni sullo sfondo).

Zenitar 16mm – f/16 – Aberrazioni cromatiche angolo in basso a SX
Zenitar 16mm – f/16 – Aberrazioni cromatiche rimosse con Lightroom 4.2

Essendo un obbiettivo completamente manuale bisogna avere un pò di pazienza per la messa a fuoco e per l’esposizione.

La messa a fuoco non è un grande problema, la profondità di campo è così elevata che basta giocare con l’iperfocale per avere praticamente tutto a fuoco già da poche decine di centimetri sino all’infinito.

Canon EOS 5D MarkIII – 160 ISO 30 sec – Zenitar 16mm f/22
http://www.flickr.com/photos/giusmelix/8179408025/

L’esposizione deve essere effettuata in stop down. Io utilizzo la fotocamera in AV o in modalità manuale.

In AV si chiude il diaframma al valore desiderato (il mirino diventa più scuro perchè il diaframma si chiude effettivamente girando la ghiera) e la fotocamera sceglie il tempo di scatto corrispondente.

I risultati sono veramente buoni.

Zenitar 16mm

Sono molto soddisfatto della qualità, considerando la cifra spesa, anche se naturalmente non si raggiungono i livelli dell’originale Canon. Va un pò in crisi di notte, inquadrando fonti luminose come i lampioni, perché se non si sta attenti appaiono dei fastidiosi riflessi, ma tutto sommato ci si può convivere.

Canon EOS 5D MarkIII 160 ISO 30sec – Zenitar 16mm f/16
Canon EOS 5D MarkIII – 125 ISO 13 sec – Zenitar 16mm f/8
Canon EOS 5D MarkIII – 8000 ISO 1/15sec – Zenitar 16mm
Canon EOS 5D MarkIII – Zenitar 16mm
Canon EOS 5D MarkIII – Zenitar 16mm f/8

Le cose da segnalare sono la ghiera dei diaframmi che è un pò troppo fine per poterla stringere agevolmente ed è dura da azionare (ci vuole un pò di pazienza nel cambiare apertura), ed il tappo che si può perdere facilmente ed è difficile da trovare. Nonostante avessi messo una cordicella con un biadesivo, l’ho perso dopo 3 uscite. Ne ho ordinato un altro dal venditore, e quand’è arrivato gli ho fatto lateralmente un forellino da 1mm nel quale ho fatto passare un cordoncino di fissaggio.

5 pensieri riguardo “Il fisheye Zenitar 16mm f/2.8

    1. Bell’articolo Giuseppe
      ti volevo chiedere un’informazione:
      io posseggo lo stesso obiettivo ma con un’attacco pentax K .
      Tramite un’adattatore che si trova facilmente in commercio posso utilizzarlo sulla Canon eos 600d, che ho intenzione di comprare,
      senza che sbatta sullo specchio e che possa focheggiare all’infinito anche se non corrisponderà al
      simbolo previsto?
      Grazie per la risposta
      Ciao
      Gabriele

      1. Penso che tu possa montarlo senza problemi sulla tua fotocamera.
        Solitamente l’interposizione di un anello adattatore aumenta la distanza tra specchio e parte posteriore, il che va a tuo vantaggio.
        Lo specchio delle Aps-C, come la tua Canon 600D è comunque notevolmente più piccolo di quello delle full-frame

  1. Giuseppe, ottimo articolo e belle foto di esempio. Solo un paio di domande.

    – Lo usi con o senza i piccoli filtri posteriori?

    – Non so se il tuo è lo stesso. Ma nell’inserzione del negozio Mosca che vende la versione già pronta per Canon (“Factory Bayonet”), c’è scritto che c’è un “jumping diaphragm “.

    Dovrebbe essere un tastino che ti fa passare in un attimo da TA (per mettere a fuoco) al diaframma prescelto (es. f/11) senza stare a girare la ghiera. Sarebbe molto utile. Sul tuo c’è?

    Gabriele

    1. Ciao Gabriele,
      grazie del commento.
      Uso il fisheye con il solo filtro posteriore trasparente (è già montato quando arriva).

      Il mio Zenitar ha già la baionetta Canon (non è la versione M42 + adattatore Canon EF),
      e non ha il tastino “jumping diaphragm” (non esisteva questa versione quando l’ho acquistato).
      Credo che sia veramente utile averlo, così puoi inquadrare a tutta apertura e chiudere il diaframma un attimo prima dello scatto.

      Giuseppe

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